I diritti sociali e dei lavoratori nella Costituzione

 ‪#‎fermiamoladittatura‬, un appello a tutti i Magistrati ad aprire indagini su tutti i politici ed i loro complici per USURPAZIONE DI POTERE POLITICO, perché da oltre 9 anni governano e legiferano grazie ad una legge elettorale-broglio, ossia tramite ripetuti colpi di Stato. 

Nessun cambiamento è possibile se non punendo i colpevoli e riprendendoci la democrazia !

FIRMA E DIFFONDI LA PETIZIONE

Dedichiamo 10 minuti a leggere cosa dice la Legge fondamentale dello stato sui diritti dei lavoratori e i diritti sociali

Se il Titolo III – Rapporti economici della Costituzione fosse stato rispettato negli ultimi 20 anni, non avremmo avuto né Legge Biagi, né Job Act, né crisi dell’INPS e pensioni da fame, né disoccupati e disabili senza risorse, né privatizzazioni, né lo strapotere delle multinazionali, né ILVA ed altre distruzioni del territorio.

Grazie alle direttive europee il Titolo III vanta il primato di Titolo della Costituzione più disatteso e calpestato, si tratta dei nostri sacrosanti e minimi diritti lavorativi e sociali e della regolazione delle aziende private.

I 12 articoli del titolo III sono realizzabili, naturalmente, solo a moneta sovrana, la sottintendono, perché i Padri costituenti non immaginavano certe diavolerie, forse. E, infatti, corruzione più, corruzione meno fino ai fatidici primi anni ’90, quando c’era la lira libera da cambi fissi, molti di essi erano rispettati, a differenza di oggi.

Consiglio di leggere tutti i 12 articoli di seguito, per rendersi conto a che punto di progresso eravamo e dove siamo regrediti.

E dove potremmo ritornare se solo facessimo leva su volontà popolare e nientepocodimeno che: la Legge.

NON SIAMO IN DITTATURA PIENA, LA LEGGE E’ ANCORA DALLA NOSTRA PARTE.
ASPETTIAMO CHE DISTRUGGANO ANCHE IL RESTO DELLA COSTITUZIONE?

FIRMA LA DENUNCIA AI MAGISTRATI
PER USURPAZIONE DI POTERE POLITICO ED ALTRI REATI CONTRO LO STATO

 LA LEGGE TI PROTEGGE SOLO SE LA CONOSCI

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA – TITOLO III
RAPPORTI ECONOMICI

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero.

Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.

Art. 39.
L’organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Art. 40.
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano. [6]

Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Art. 43.
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Art. 44.
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Art. 45.
La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

Art. 46.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Art. 47.
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

VUOI CHE DISTRUGGANO ANCHE IL RESTO DELLA COSTITUZIONE?
#fermiamoladittatura 
FIRMA ED ATTIVATI PER LA TUA LIBERAZIONE

 

Era Angal – referente tecnico Gruppo Libra

Leggi l’intervista su generazioneweb

#fermiamoladittatura

NESSUN CAMBIAMENTO SARA’ MAI POSSIBILE SE NON SARANNO FERMATI E PUNITI I COLPEVOLI E RIPRISTINATI IL DIRITTO DI VOTO E LA COSTITUZIONE!

Leggi e firma la petizione al link sotto e renditi attivo/a nel DIFFONDERLA CON LE 3 AZIONI DESCRITTE NEL TESTO: è l’unico modo per essere davvero indipendenti dai grandi media ed autori della propria liberazione.

FIRMA E DIFFONDI L’APPELLO A TUTTI I MAGISTRATI 

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