Renzi annuncia norme contro il diritto di sciopero !

Il mistificatorio distinguo tra diritto di sciopero e diritto di boicottaggio non esiste !

Che farà, Introdurrà il delitto contro l’immagine pubblica ?

Clicka sull’immagine per ascoltare il duro attacco al diritto disciopero di Matteo Renzi

 

“Se c’è una qualche minoranza che pensa di poter bloccare, non in nome del sacrosanto diritto di sciopero, ma dell’inaccettabile diritto al boicottaggio l’inaugurazione dell’Expo, siamo pronti a tutto, anche a misure normative per far sì che il primo maggio non iniziamo con una figuraccia internazionale, incomprensibile per chiunque. Sono sicuro che anche i sindacati siano d’accordo”

Con questo discorso Renzi ci riporta indietro di quasi un secolo, quando, con l’avvento del corporativismo fascista, si iniziò a codificare la repressione penale dello sciopero (L. n. 563/1926 e dal relativo regolamento di esecuzione, il R.d. n. 1130/1926) poi inserite nel codice penale del 1930, il Codice Rocco, che agli articoli dal 502 al 508, sanzionava come “Delitti contro l’economia pubblica” tutte le forme di lotta sindacale, dallo sciopero alla serrata, fino al boicottaggio, al sabotaggio e all’occupazione d’azienda”.

NON FACCIAMOCI INGANNARE DALLE PAROLE

Il mistificatorio distinguo tra diritto di sciopero e diritto di boicottaggio non esiste!

Ad affermarlo è una sentenza della di Corte di Cassazione del 30 gennaio 1980 n. 711 che afferma come sia sempre insito nello sciopero e che sia legittimo il danno alla produzione e la conseguente perdita sopportata dal datore di lavoro durante lo sciopero.

In quella stessa sentenza sono dichiarate legittime le cosiddette forme anomale di sciopero, anche nel caso in cui venga meno la proporzionalità tra l’astensione e il danno arrecato al datore di lavoro.

Quindi, nel nostro attuale ordinamento, qualsiasi modalità di sciopero che non costituisca reato è ritenuta legittima, anche quando viene proclamato da gruppi intra-aziendali o interaziendali, senza alcun intervento del sindacato.

I soli limiti a questo diritto garantito dalla nostra Costituzione (art. 40) furono fissati con la legge n. 146 del 12 giugno 1990 che stabilì le norme di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, introducendo la possibilità per le autorità di Pubblica Sicurezza di annullare, di fatto, lo sciopero tramite la precettazione.

E I SINDACATI ?

Complici, più o meno consapevoli come ai tempi della riforma Fornero, confermano col loro silenzio le parole del premier:

“… credo che su questo anche con i sindacati siamo d’accordo …”

Luca Rossi  (referente attivisti LIBRA – 329 897 31 93) 

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