Fra due anni l’Italia torna alla lira

Il quotidiano inglese “The Guardian” annuncia il ritorno, fra due anni, dell’Italia alla lira.

Ma attenzione alle condizioni essenziali per una sovranità monetaria effettiva

Si torna a una moneta nazionale.

In aumento gli articoli che segnalano un’insofferenza tedesca all’euro, moneta da cui la Germania, come noto, ha tratto immensi benefici competitivi, ma che ora pesa con i suoi vincoli ai necessari interventi espansivi, che comunque già sono stati “permessi” anche a Spagna e Francia.
Fioccano conversioni e ri-conversioni all’uscita dall’euro in Italia, come da ultimo quelle di Fassina, Civati, e Grillo.

Sebbene il ritorno ad una moneta più debole sia assolutamente auspicabile per l’Italia, attenzione a questi sempre più decantati “ritorni alla lira”, perché, potranno anche ridarci una moneta nazionale, ma se continueranno a gestirla loro tramite accordi internazionali, come fu lo SME, ad esempio, la situazione potrà cambiare solo di poco.

Dopo la riconquista di una moneta nazionale, per mantenerne l’indipendenza e la sovranità democratica su di essa, quindi, le parole d’ordine dovrebbero essere:

  1. NO AI CAMBI FISSI,
    perché obbligano lo Stato al rispetto del cambio fissato in relazione alla valuta di altri Stati, di cui non dispone, con risultati simili alla perdita di sovranità monetaria.
    E’ ciò che succedeva in Europa prima dell’euro e che avviene in quasi tutti i Paesi in via di sviluppo, tranne quelli definiti, guarda caso, “canaglia” e dittatoriali dagli USA.
  2. SPESA PUBBLICA A DEFICIT POSITIVO
    FINO ALLA PIENA OCCUPAZIONE ED AL PIENO BENESSERE,
    assolutamente possibile senza problemi d’inflazione, perché la spesa si trasforma in beni e servizi, tramite il lavoro dei cittadini.
    Sono, piuttosto, interventi come il reddito di cittadinanza che provocano inflazione, immettendo denaro, che non corrisponde alla produzione alcun bene o servizio.
  3. NON INDEBITARSI IN VALUTA STRANIERA
    NE’ TRAMITE STRUMENTI FINANZIARI
    Per i debiti contratti nella moneta nazionale siamo sempre solvibili. La moneta-fiat la produce a costo zero lo Stato, secondo le scelte del governo democraticamente eletto.
    Le attività di tipo finanziario, in un sistema in cui la moneta viene usata per il bene della comunità, non hanno ragion d’essere, anzi risultano, come anche oggi, dannose e volte a deprivare l’economia reale a favore di un’economia virtuale del tutto fuori controllo pubblico.

Se non si pone attenzione a queste condizioni – che devono accompagnare la sovranità monetaria per far sì che essa sia realmente effettiva ed usata a favore della collettività – potrà crollare l’euro, non di certo gli effetti nefasti della loro infinita e sanguinaria sete di potere.

Era Angal – responsabile Legale del Gruppo Tecnico Popolare Libra

Avvocato pubblicista, lavora per le istituzioni nell’ambito dei diritti umani 
Ha scritto l’UNICA denuncia che ha aperto le indagini su TUTTI i politici degli ultimi 20 anni 

 

L’ARTICOLO: http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11722962/La-profezia-del-The-Guardian-.html

La profezia del The Guardian: “Tra due anni in Italia ritorna la Lira”

18 novembre 2014

Tra due anni si torna alla Lira. La profezia questa volta arriva dall’Inghilterra sulle colonne del The Guardian. Lo scenario per il quotidiano progressista è chiaro: “L’Italia si prepara ad imboccare l’uscita. Anche se l’ipotesi di uscire dall’Euro può sembrare fantasiosa per uno dei membri fondatori, c’è una crescente sensazione che fra non più di 2 anni da oggi, Roma sarà nuovamente amministrata dalla propria moneta. I dati della scorsa settimana hanno fotografato un Paese in profonda crisi. Con un Pil inferiore del 10% rispetto a prima della crisi finanziaria, l’Italia è bloccata da una profonda depressione. Tutti gli sforzi per rilanciare l’economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle norme fiscali, del mercato del lavoro e delle sue regole. Tutto questo ha impedito il progresso verso un’economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali”.

L’analisi – A questo punto il Guardian, nella sua analisi chiarisce quali siano i motivi che condurranno l’Italia al ritorno alla moneta nazionale: “C’è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un’uscita dell’euro. Grazie all’Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L’uscita dell’Euro avrebbe portato ad un’enorme calo della ricchezza. Questa paura sembra essere evaporata oggi. Più in generale, le mancate promesse di crescita hanno fatto mancare sostegno di Bruxelles e della Banca centrale europea all’Italia”.

Accuse a Draghi – Poi il quotidiano di Londra fa punta il dito contro Mario Draghi, che a suo dire avrebbe fatto poco e niente per limitare i danni per l’Italia: “Gli italiani hanno aspettato tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta coma la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve – prosegue l’analisi del quotidiano britannico -. Draghi parla all’infinito di immettere liquidità nelle economie in difficoltà della zona euro, per poi tirarsi indietro. La settimana scorsa è successo di nuovo. Ma anche quando una spinta di Draghi viene messa in pratica, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E’ l’unica via di salvezza”. Infine il Guardian lancia l’allarme: “Non si possono commettere errori, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra che gli elettori siano disposti a contemplare questa possibilità per fermare la deriva dell’economia italiana”.

 

Leggi la versione integrale della DENUNCIA LIBRA anche per note e fonti

La denuncia che ha aperto per la prima volta in assoluto le indagini contro tutti i politici degli ultimi 20 anni per gravi reati contro lo Stato: Attentati ai diritti politici dei cittadini (art. 294 c.p.) – Usurpazione di potere politico (art. 287 c.p.) e più gravi reati contro lo Stato

Leggi l’atto di opposizione ATTO DI OPPOSIZIONE LIBRA

 

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