La denuncia in pillole #12

Pietro Grasso, Laura Boldrini, Angelini Alfano, Carlo Padoan, Perferdinando Casini, Pierluigi Bersani, Nichi Vendola, Giuliano Amato

Anche le loro dichiarazioni non lasciano spazio a molti dubbi

Alcune dichiarazioni pubbliche rese dai denunciati di cui chiediamo rendano conto ai Magistrati.

Pietro Grasso – Presidente del Senato

Si chiede testimonianza del Pres. Grasso sul perché non abbia rassegnato le proprie dimissioni dopo la sentenza n. 1/2014 ed anzi abbia dichiarato:

«Se ci riusciamo occorre arrivare prima all’abolizione del bicameralismo perfetto, questo è il punto su cui siamo tutti d’accordo. Poi viene la legge elettorale»

Anche il Presidente del Senato dovrebbe spiegare l’urgenza di queste radicali riforme istituzionali e costituzionali, rispetto alla legge elettorale che si può votare con procedure semplici e fornire informazioni circa lo stato del ddl. 1385, che la stampa denuncia “impantanato” al Senato e su quale sia stato il suo iter parlamentare.

Laura Boldrini ‐ Presidente della Camera

Si chiede testimonianza della Pres. Boldrini sul perché non abbia rassegnato le dimissioni ed, anzi, dichiarava queste esatte parole in aula il 5 dicembre 2013, in risposta alla protesta del Movimento 5 Stelle ed all’affermazione dell’On. Tofalo, che denunciava “siamo tutti illegittimi”:

“la Camera è pienamente legittimata a operare”

Occorre capire cosa intendesse la Pres. Boldrini e perché abbia respinto la richiesta di M5S di convocare immediatamente una conferenza dei capigruppo per mettere in calendario la riforma della legge elettorale.
La dichiarazione citata, infatti, potrebbe costituire una gravissima smentita della decisione della Corte Costituzionale, che, invece, aveva accertato il giorno precedente, proprio l’illegittimità dell’elezione dei parlamentari, a causa dei gravi vizi di costituzionalità della legge elettorale.

Occorre, infine, chiedere spiegazioni del perché, come se non bastasse, la Pres. Laura Boldrini abbia utilizzato la cd. “tagliola” il 29 gennaio 2014 per la prima volta nella storia, basandosi su un provvedimento non previsto dal regolamento della Camera dei Deputati, ma soltanto da quello del Senato, per assicurare il passaggio del decreto IMU, a cui era stato collegato un decreto non caratterizzato dalla medesima urgenza, ossia quello sull’aumento di capitale di Bankitalia.
Ci si chiede, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 32 del 2014, se l’unione dei due decreti sia stata strumentale al passaggio del secondo e se tutto ciò possa considerarsi
un’ulteriore grave lesione del diritto di voto dei cittadini.

Pier Carlo Padoan – Ministro dell’Economia

Si chiede testimonianza del Ministro Padoan sul perché non abbia rassegnato le dimissioni e se conferma e spiega le motivazioni delle seguenti affermazioni a lui attribuite.

In una recente intervista al Wall Street Journal ha detto che le critiche all’austerity nascono solo da “un problema di comunicazione” visto che secondo lui “stiamo ottenendo risultati”.
E ha aggiunto: “Il risanamento fiscale è efficace, il dolore è efficace”. (Dall’intervista ad Emiliano Brancaccio, suo allievo al Collegio Carlo Alberto, di Paolo Bracalini pubblicata su Il Giornale del 10 marzo 2014)

“Tra tutte le leggende, quella sul “Fiscal compact? No problem” è una delle più assurde. A rilanciarla ci ha pensato Padoan, che ha affermato che basterà «ottenere una crescita nominale del 3%, di cui un 1% di aumento del Pil e un 2% di aumento dell’inflazione, e la ghigliottina ci sarebbe risparmiata, perché il debito si ridurrebbe in automatico per il solo effetto della crescita del Prodotto lordo».
(M. Giannini, La Repubblica del 9 aprile 2014)

«Si proietta una crescita del PIL dello 0,8 per cento per l’anno in corso, con un graduale avvicinamento al 2,0 per cento nei prossimi anni».
(Documento di Economia e Finanza, Consiglio dei Ministri, 8 aprile 2014. La tabella del DEF immagina la seguente progressione: +1,3% nel 2015, +1,6% nel 2016, +1,8% nel 2017, +1,9% nel 2018).

In particolare, si chiede di sapere come il Ministro Padoan crede di trovare la necessaria liquidità per fare onore ai costosi impegni europei, fra cui il Fiscal compact, a cui l’Italia dovrà provvedere alla fine del 2014, dato che lui stesso calcola che ci vorrebbe una crescita del 3% ed un aumento del 2% dell’inflazione, ma gli stessi documenti prodotti dal governo prevedono una crescita massima dell’1,9% solo nel 2018, mentre per l’anno in corso la crescita è sotto l’1% e l’inflazione va dirigendosi verso lo zero. Occorre conoscere la reale incidenza di tali impegni sul bilancio statale e come saranno onorati, se non, in continuità con i governi precedenti, tramite un ulteriore aumento del prelievo fiscale e la continuazione della svendita di patrimonio pubblico e dei tagli ad importanti servizi ai cittadini. Occorrono chiarimenti anche su cosa intenda il Ministro per “risanamento fiscale” e perché ritiene che “il dolore è efficace”.

(…)

Si chiede di acquisire e chiedere conferma e spiegazioni, altresì, delle seguenti dichiarazioni successive alla sentenza della Corte Costituzionale e le testimonianze delle persone citate, nonchè di far testimoniare tutti i parlamentari che attualmente siedono nei due rami dell’Assemblea legislativa ed i membri dell’attuale governo circa le motivazioni delle loro mancate dimissioni, alla luce dell’illegittimità delle posizioni occupate ed il loro impegno per varare una nuova legge elettorale.

Ministro Angelino Alfano: “Decisione ottima. A questo punto non ci sono più pretesti, non c’è più alibi per alcuno: si deve procedere con urgenza a cambiare la legge elettorale”. (5 dicembre 2013)

Senatore Pier Ferdinando Casini: “Renzi è a palazzo Chigi perché la politica non è stata in grado di vincere la sfida con Grillo. E ora siamo tutti sulla stessa barca” (8 maggio 2013)

Senatore Renato Schifani: prima la riforma del Senato con il superamento del bicameralismo perfetto, poi l’Italicum che andrà sostanzialmente cambiato a partire dalle soglie e dal premio di maggioranza.” (5 dicembre 2013)

Onorevole Pier Luigi Bersani: “adesso il Parlamento non può scansare il suo dovere. La nostra proposta di doppio turno di collegio risponde perfettamente alle obiezioni della Corte e alle esigenze del paese. Speriamo di poter convincere chi fin qui ha fatto melina sperando alla fine di tenersi il Porcellum”
(5 dicembre 2013)

Onorevole Nichi Vendola: “La sentenza della Corte Costituzionale è un raggio di sole nel gelo della democrazia italiana. Uno dei veleni che la destra ha iniettato nelle vene della politica del nostro Paese finisce finalmente con una sentenza chiara: il Porcellum non e’ costituzionale”
(5 dicembre 2013)

Senatore Francesco Paolo Sisto – Presidente Commissione Affari Costituzionali: «Anteporre il Senato all’Italicum è un trucco, si tenta la paralisi della legge elettorale al Senato». (25 marzo 2013)

Si chiede, altresì, di acquisire agli atti le seguenti recenti dichiarazioni pubbliche, chiedendone le motivazioni alle persone citate, e valutandole anche rispetto ai ruoli istituzionali di estremo rilievo da essi occupati in Italia e nel sistema europeo, nonché mettendole a confronto anche con le
dichiarazioni e testimonianze delle persone sopra elencate:

Professor Giuliano Amato, Giudice costituzionale, nominato dal Pres. Giorgio Napolitano

“Abbiamo sbagliato tutto”. Giuliano Amato riconosce le sue colpe. La crisi, il crollo del Pil e l’impennata del debito pubblico hanno radici lontane nel tempo. (…)
“Ho usato il debito per fini politici”-­‐ Friedman come detto incontra Amato, ex-­‐consigliere economico di Bettino Craxi, premier nel 1992 (anno in cui mise le mani nei nostri conti correnti con un prelievo forzoso che ancora brucia agli italiani), spiega come i socialisti e i democristiani “hanno usato la spesa pubblica contro il Pci, facendo salire il debito nel tentativo di attirare voti”. Amato spiega anche perché nessun governo è riuscito a fare le riforme strutturali di vasta portata, e cita Massimo D’Alema che sostiene che “gli italiani non hanno capito che entrare nell’Euro non è arrivare a un traguardo ma salire su un ring”.

Secondo quanto racconta il giornalista americano Friedman, nel libro già citato, nel 2000 Amato in un’intervista all’Herald Tribune affermava che le riforme in Italia sul fronte del lavoro non erano state fatte perché “c’era il rischio che la sinistra di Massimo mi fa fuori in due minuti”. (Libero Quotidiano, 3 marzo 2014)

Leggi la versione integrale della DENUNCIA LIBRA anche per note e fonti

La denuncia che ha aperto per la prima volta in assoluto le indagini contro tutti i politici degli ultimi 20 anni per gravi reati contro lo Stato

Leggi l’atto di opposizione ATTO DI OPPOSIZIONE LIBRA

Contatta il gruppo LIBRA per informarti e contribuire

Pagina FB: NORIMBERGA ITALIANA La LiberAzione Nazionale TecnicoPopolare

Evento FB: Sabato 11 ottobre – Norimberga Italiana – Tutti a Roma per l’apertura delle storiche indagini

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Referente Tecnico (solo per contatti stampa e questioni tecnico-legali): gruppotecnicolibra@gmail.com

Referente attivisti e blog: Luca Rossi       329 89 73 193

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