La denuncia in pillole #4

L’accusa:

Mistificazioni e falsità statistiche e tecnico-economiche diffuse per realizzare il movente

Ben tre Colpi di Stato con la scusa dell’emergenza determinata dal suicidio economico programmato dalle politiche UE 

Mistificazioni terminologiche economiche e politiche … la strategia dell’inganno

E’ chiaro che ci sono state numerose inversioni di senso nel linguaggio europeo, una delle principali è stata sostituire alla parola “privato”, la parola “indipendente”, con un’evidente mistificazione, perché quanto più un organismo è pubblico ed espressione diretta della volontà popolare, tanto più – logicamente – dovrebbe dare garanzie d’indipendenza.

Le falsità diffuse a livello tecnico-economico, poi, sono state del tutto evidenti e facilmente dimostrabili. L’obiettivo ripetuto ossessivamente, sin dall’art. 1 dello Statuto BCE è: la stabilità dei prezzi. La stabilità dei prezzi è sicuramente un fattore positivo per l’economia, quando dosando attentamente la spesa pubblica ed il prelievo fiscale si evitano fenomeni inflattivi e, dunque, in definitiva, si tutela il potere d’acquisto dei salari dei cittadini. Invece, la politica economico-monetaria dell’Unione europea, sin dai suoi esordi, ha inteso la stabilità dei prezzi, come la stabilità del valore dell’Euro sui mercati valutari internazionali, tenendo quest’ultimo forzosamente alto, addirittura più del dollaro, tramite i vincoli finanziari imposti agli Stati membri e, come sempre più accertato, del tutto arbitrariamente stabiliti.

E’ evidente, infatti, che il benessere dell’economia si misura dal benessere dei cittadini e delle imprese nazionali, non dal valore della moneta, strumento finanziario per eccellenza, privo in sé di valore reale e che, dunque, non può costituire l’obiettivo trainante, né tantomeno la preoccupazione principale, delle politiche economiche.

Mantenere forzosamente l’inflazione bassa, ossia mantenere la moneta scarsa e forte sui mercati internazionali, come impongono Ue, BCE, FMI ed i loro “tecnici”, significa mantenere scarsa la moneta circolante, che in un momento già di grave recessione è inutile e suicida per l’economia. In macroeconomia è noto, infatti, sin dagli anni ’30, che ciò serve solo a creare un’immensa spirale deflattiva, che si risolve in un abbassamento dei prezzi delle merci e, dunque, del costo del lavoro. La moneta è stabile, ma è il potere d’acquisto reale dei salari, dunque la ricchezza dei lavoratori, che perde quota inesorabilmente.

Per i vincoli finanziari descritti, infatti, la politica costante degli autori del reato, negli ultimi otto anni, è stata quella di aumentare continuamente le tasse, ma di tagliare anche i servizi e la spesa pubblica in generale. Non è un caso che l’Italia, primo Paese al mondo per risparmio privato nel 1980, con il 25%, ha oggi un livello pari solo al 6%. Una diminuzione drastica che fa da contraltare all’avanzo strutturale che si registra costantemente da anni nei conti pubblici.

Lo Stato italiano sta drenando il risparmio privato nazionale, tramite il continuo aumento della tassazione, verso strutture finanziarie private che controllano l’Euro e le multinazionali ed aziende straniere che esse favoriscono.

Per comprendere quanto questi vincoli abbiano pesantemente inciso anche sulla vita democratica del Paese, è utile ricordare la precipitosa caduta del Governo Berlusconi IV, a seguito della famosa lettera di Mario Draghi e Jean Claude Trichet del 5 agosto 2011.
Tramite quella lettera si davano precise indicazioni politiche, che non si limitavano affatto agli aspetti economico-monetari, ma erano incredibilmente specifiche e pervasive dell’assetto costituzionale e della tutela dei diritti fondamentali stessi, che la Repubblica ha il dovere di assicurare.
Addirittura la BCE, chiedeva: “una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali” e caldeggiava “una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio”.

Sono anni che giornalisti ed analisti riportano i collegamenti più che diretti fra le istituzioni europee e le lobby della finanza e dell’economia, che addirittura inviano documenti dettagliati, adottati in pieno, poi, nei relativi provvedimenti europei. D’altronde gli autori stessi del reato hanno sempre giustificato le misure lacrime e sangue imposte ai cittadini con le frasi “ce lo chiede l’Europa” e “ce lo chiedono i mercati”.
Questi ultimi non sono un’entità superiore, capricciosa ed incontrollabile, come vorrebbero far credere i politici al potere, ma persone fisiche, che gestiscono i grandi patrimoni finanziari privati e che, grazie alla cd. integrazione europea – con ormai accertata scorrettezza – controllano anche quelli pubblici. Sono il famoso 1%, appunto, sempre semplificando senza andare molto lontano dalla realtà.

La lettera della BCE ha segnato per l’Italia un definitivo e visibile tracollo dell’assetto democratico e repubblicano. Il presidente Berlusconi mise subito “in cantiere” la riforma costituzionale del pareggio di bilancio e rispose con una sofferta lettera in cui s’impegnava a promuovere l’innalzamento dell’età pensionabile entro il 2026 ed una maggiore facilità dei licenziamenti (la cd. flessibilità in uscita). Fu costretto, comunque, a dimettersi poco dopo, già indebolito dalla “secessione” del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che uscì assieme ad altri parlamentari dal Popolo della Libertà, per fondare Futuro e Libertà e che appoggiò il successivo avvento del Governo Monti.

Nonostante il Governo Berlusconi IV sia stato il secondo più longevo dell’intera storia repubblicana, gli italiani non furono chiamati alle urne, per supposte cause di “emergenza nazionale”, determinate perlopiù dalla “sfiducia dei mercati” e dall’andamento dello spread. I “mercati”, come detto, sono i grandi operatori finanziari privati, lo spread, divenuto ormai famigerato fra tutti i cittadini, non figura neanche fra i principali indicatori statistici di benessere economico e può essere manipolato dalla BCE.

Gli Stati sono costretti a vendere il proprio debito sui mercati internazionali, indebitandosi massicciamente con soggetti, appunto, privati e stranieri. E’ per questo che le sorti dell’Italia dipendono ufficialmente dai cd. “mercati” e non dalle decisioni politiche espresse dal Popolo sovrano col voto.

Questa supposta emergenza, che va avanti dall’inizio della cd. crisi economica, nel 2008, è servita a giustificare l’interruzione del legittimo decorso elettorale della crisi del Governo Berlusconi IV, mantenendo in vita la Legislatura, tramite un cd. governo “tecnico” di non eletti e persino ad imporre anche un successivo “governo di larghe intese” contrario alla volontà espressa dagli italiani tramite il voto ed oggi assistiamo attoniti anche all’ufficializzazione di un inedito e nascente uso costituzionale, che si vorrebbe far passare per semplice rimpasto, in cui si fa a meno delle elezioni per creare nuovi Governi.

Tutto ciò è stato possibile grazie all’alleanza di ferro fra i parlamentari PD e PDL, che si creò dopo la lettera della BCE.
I due maggiori partiti, a dispetto dei litigi per relativamente “futili motivi”, che riempivano le pagine dei quotidiani, hanno appoggiato all’unanimità le iniziative e le designazioni esplicitate pubblicamente dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

In occasione delle ultime elezioni questi due partiti hanno visibilmente e macroscopicamente tradito il mandato degli elettori.
Dal momento che il PD, nonostante il Porcellum, aveva una scarsa maggioranza alla Camera ed addirittura non l’aveva al Senato, si è alleato nuovamente con il proprio avversario principale, così come voluto dal Presidente della Repubblica nel suo decisivo intervento a favore della creazione anche di questo secondo “governo d’emergenza”.
Intervento che non tenne conto, appunto, neanche della volontà di ben un terzo dei votanti, che avevano scelto il Movimento 5 Stelle e, dunque, posizioni anti-europeiste, oltre all’altissima quota di astensioni.

L’alleanza è ben visibile lungo gli otto anni in cui gli autori hanno perpetrato in complicità anche il reato de quo soprattutto in connessione con le votazioni relative a provvedimenti richiesti nella lettera dalla BCE, che immancabilmente sono passati: non solo la votazione in tempi e con maggioranze record del pareggio del bilancio in Costituzione, ma anche, ad esempio, la Riforma Fornero su pensioni e mercato del lavoro, nonché la contestatissima modifica all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori e le cd. spending review, ossia i tagli alla spesa pubblica e le privatizzazioni effettuati puntualmente tramite le manovre finanziarie, una o più volte l’anno.

Per non parlare dell’accordo evidente sulla “privatizzazione silenziosa” della Pubblica Amministrazione, tramite il sempre il sempre più raro reclutamento con concorso pubblico ed il ricorso massiccio ad appalti e consulenze di società, fondazioni, associazioni, cooperative del tutto private che, molte nate per questo, vivono di questo. Anche in questo caso, abbondano i termini tecnici rassicuranti come: “esternalizzazione”, “decentramento amministrativo” e “partnership pubblico-private”.

Leggi la versione integrale della DENUNCIA LIBRA anche per note e fonti

La denuncia che ha aperto per la prima volta in assoluto le indagini contro tutti i politici degli ultimi 20 anni per gravi reati contro lo Stato

Leggi l’atto di opposizione ATTO DI OPPOSIZIONE LIBRA

Contatta il gruppo LIBRA per informarti e contribuire

Pagina FB: NORIMBERGA ITALIANA La LiberAzione Nazionale TecnicoPopolare

Evento FB: Sabato 11 ottobre – Norimberga Italiana – Tutti a Roma per l’apertura delle storiche indagini

Google: denuncia politici Libra – Libra Norimberga italiana

Referente Tecnico (solo per contatti stampa e questioni tecnico-legali): gruppotecnicolibra@gmail.com

Referente attivisti e blog: Luca Rossi       329 89 73 193

L’AGO DELLA BILANCIA SEI TU !
Norimberga Italiana: la LiberAzione Nazionale TecnicoPopolare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...